VENDITA RIPRODUZIONI DI QUADRI di SEBASTIANO DEL PIOMBO
Sebastiano del Piombo (nome d'arte di Sebastiano Luciani; Venezia, 1485 - Roma, 21 giugno 1547) è stato un pittore italiano.
Nasce da Luciano Luciani a Venezia nel 1485, secondo la testimonianza di Vasari, che lo dice morto a sessantadue anni nel 1547. Ancora il Vasari riporta che la sua prima professione fu quella di musicista «perché oltre al cantare si dilettò molto di sonar varie sorti di suoni, ma sopra il tutto il liuto, per sonarsi in su quello stromento tutte le parti senz'altra compagnia [...] Venutagli poi voglia, essendo ancor giovane, d'attendere alla pittura, apparò i primi principii da Giovan Bellino allora vecchio. E doppo lui, avendo Giorgione da Castel Franco messi in quella città i modi della maniera moderna, più uniti e con certo fiammeggiare di colori, Sebastiano Del Piombo si partì da Giovanni e si acconciò con Giorgione, col quale stette tanto che prese in gran parte quella maniera».
Nel Ritratto di giovane donna di Budapest, del 1508 circa, se i riferimenti a Giovanni Bellini e al Giorgione consistono, rispettivamente, nello scalare i piani della rappresentazione e nell'osservazione precisa dell'epidermide, si mostra la caratteristica del Luciani: il contrappuntare gli elementi della composizione, qui mettendo in relazione gli opposti moti del braccio e della testa.
Tra il 1508 e il 1509 dovrebbe aver realizzato le quattro ante d'organo nella chiesa di San Bartolomeo di Rialto, commesse da Alvise Ricci, vicario della chiesa dal 1507 al 1509: in esse la critica vede la fusione di colore e spazio del Giorgione e l'esaltazione delle forme potentemente costruite già in sintonia con le conquiste del primo classicismo tosco - romano; purtroppo le ridipinture ed i "restauri" in chiave giorgionesca che si sono susseguiti nel tempo hanno confuso e spento gli squillanti, "fiammeggianti" colori di Sebastiano Del Piombo.
Al 1510 data la tavola della Salomé della National Gallery di Londra, mentre tra il 1510 e il 1511 realizza la Pala di san Giovanni Crisostomo, commissionata per testamento, il 13 aprile 1509, da Caterina Contarini Morosini affinché fosse eseguita dopo la morte del marito Nicolò, deceduto nel 1510. I santi rappresentati sono, da sinistra, Caterina, Maddalena, Lucia, Crisostomo, Nicola, Giovanni Battista e Liberale.
Il Vasari l'attribuì in un primo tempo (1550) al Giorgione ma nella redazione delle vite del 1568, ammettendo lo sbaglio, restituì la paternità a Sebastiano Del Piombo. La critica successiva si divide, volendo alcuni vedere nel dipinto almeno l'ideazione del Giorgione.
Ma già secondo un'esame stilistico, la struttura compositiva dell'opera appare estranea alle intenzioni del maestro di Castelfranco, non interessato a legare le figure in composizioni armoniche, in «masse articolate, serrate nella loro complessità, ma individuate in un movimento potenziale» (Pallucchini 1944) come qui è mostrato nel rapporto contrappuntato fra i due santi a destra, il Battista e Liberale. Inoltre la datazione del testamenti dei committenti (in particolare quelli di Nicolò, datati fra 4 e 18 maggio 1510) fugano la presenza di Giorgione, morto nell'ottobre 1510, al quale sarebbe rimasto ormai pochissimo tempo per prendere parte all'impresa considerando anche quanto bisognasse attendere per attingere ai crediti di un lascito testamentario ed allestire il lavoro per una pala di grandi dimensioni (Gentili-Bertini 1985).
La novità della composizione è nell'esclusione della visione frontale delle pale tradizionali e, a giudizio del Lucco, nel tono dimesso e sereno delle figure inserite in un pacato paesaggio crepuscolare: Crisostomo, addirittura, ha deposto mitria e pastorale e legge tranquillamente.
L'ultima notizia dell'attività artistica veneziana di Sebastiano è documentata da Marcantonio Michiel che nel suo quaderno del 1525 annota di aver visto in casa del patrizio Taddeo Contarini la tela dei cosiddetti "Tre Filosofi" di Giorgione "finita" da Sebastiano.
Tratto da Wikipedia, L'enciclopedia libera, da Novembre 2006: Wikipedia
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